Armi alla Municipale? Questa non è sicurezza.

Nella riunione di martedì 26 febbraio, il Consiglio Comunale di Pisa è chiamato ad esaminare le proposte relative al regolamento di polizia urbana e al regolamento per la disciplina dell’uso delle armi e dei presidi per la difesa personale, oggetto di un discutibile confronto in commissione che ha visto le opposizioni abbandonare giustamente i lavori, a causa della mancata fornitura del materiale istruttorio. Una mancanza, in termini di metodo, molto grave: si pensi che il regolamento di polizia urbana è stato adottato nel 1988 e modificato solo nel 2017 con il (deprecabile) inserimento del DASPO urbano. L’occasione del confronto democratico poteva dunque essere curata molto meglio.

La giunta e la maggioranza consiliare, specie con le nuove norme relative all’uso delle armi, sono intenzionate a dotare il personale della municipale di pistole elettriche, distanziatori-mazzette di segnalazione (ossia piccoli manganelli), spray irritante al peperoncino. Sarà sperimentato l’uso del taser, come la legge Salvini ha indicato per alcuni Comuni tra i quali Firenze. La scelta di militarizzare il corpo di polizia locale per far percepire ai cittadini e alle cittadine la “tolleranza zero” annunciata dalla destra in campagna elettorale è una strada che non risolve i problemi della nostra città.

Il “divieto di bivacco” colpisce le persone più deboli senza offrire alternative. L’aggiunta in tale serie di norme della regolamentazione degli spazi per gli artisti di strada trasforma questa forma di espressione della cultura in un argomento di ordine pubblico. Le norme proposte dalla Giunta sono legate ad visione di città: quella della città dei pochi e assediati, che punta alla mera autodifesa aggressiva, senza cura per una politica che invece tenga assieme l’inclusione ed l’urbanistica, che prevenga i crimini e tuteli l’incolumità delle cittadine e dei cittadini rendendo i nostri quartieri spazi di vita vissuta in modo pieno, garantendo alle famiglie e agli individui ambienti di socialità ed incontro. Le nuove norme vanno in direzione totalmente opposta.

L’uso del taser, peraltro, come denunciato dall’associazione Antigone, produce rischi mortali tramite l’elettroshock. Perfino negli Stati Uniti il taser non ha ridotto l’utilizzo delle armi da fuoco da parte delle forze dell’ordine ma è divenuto invece uno strumento alternativo alle manette, per immobilizzare persone in stato di agitazione o con disturbi psichiatrici. L’agenzia di stampa Reuters ha approfondito come, dal 2000, oltre mille sarebbero morti negli Stati Uniti a causa dell’uso dell’elettroshock. In ben 153 casi la Reuters ha scoperto che i medici legali hanno esplicitamente citato la pistola Taser come causa della morte. In 442 casi di uso improprio della Taser sono state presentate denunce da parte dei parenti delle vittime che per ora sono costate, in termini di risarcimenti, ben 172 milioni di dollari.

Uno strumento, pertanto, di riordino sociale e di intimidazione preventiva. In dotazione ad un corpo, quello della polizia municipale, che dovrebbe avere invece funzioni amministrative e che invece continua a trasformarsi nel braccio (sempre più) armato delle amministrazioni comunali, svilendo lo stesso corpo. Ringrazio quindi i consiglieri comunali delle opposizioni per aver presentato oltre 240 emendamenti, che è bene siano esaminati con serietà dall’aula consiliare. L’accusa del gruppo della Lega di “ingolfare i lavori” rende pienamente il senso di disprezzo delle istituzioni del primo partito della città, protagonista della fuga ingloriosa dall’aula sul voto per la mozione che domandava le dimissioni del consigliere Laurora.

La destra, in questo modo, dimostra di preferire la demagogia securitaria e l’ossessione dell’autodifesa armata alla presa in carico di strategie serie per risolvere i problemi dei cittadini.