Cascina: un’occasione (coraggiosa!) da non sprecare.

La mancata scelta di un candidato sindaco espressione unitaria di un’ampia alleanza di progresso a Cascina è una notizia pessima.

Il Partito Democratico cascinese, malgrado un iniziale percorso importante di apertura politica e relazione, ha scelto – legittimamente quanto tristemente – una candidatura che parla più di un tentativo anacronistico di autosufficienza. Massimo rispetto per la disponibilità messa in campo, ma allora a cosa sono serviti tutti gli ultimi mesi di relazione politica? Condivido in tal senso i termini utilizzati dal movimento civico Cascina Oltre: dov’è il rinnovamento chiesto dai cittadini? Pur in uno scenario non entusiasmante, una presa di posizione molto rilevante è arrivata dall’ARCI provinciale e mi sento di condividerla in toto: è tempo di archiviare una stagione politica fallimentare ed ogni forza politica progressista ha la responsabilità storica di porsi questo tema ed individuare soluzioni unitarie, con contenuti e coraggio, senza scappatoie. “Non cogliere il senso della sconfitta di quattro anni fa, il percorso di questi anni, la grandissima domanda di partecipazione da parte dei cittadini, le questioni che stanno più a cuore, l’appello all’unità delle forze democratiche e di movimento, significa ripetere gli stessi errori del passato” scrive correttamente l’ARCI.

Proviamo quindi a mettere in fila gli elementi della questione.

Anche a Cascina è indispensabile che un progetto di alternativa progressista sia ampio, capace di far parlare coloro che non hanno avuto voce, innovativo nei suoi gruppi dirigenti ed inclusivo nelle sue culture politiche. È questa, a mio modesto avviso, la priorità per qualsiasi arco progressista e ad ogni livello. Nella seconda città della provincia di Pisa è nato e cresciuto il salvinismo nella sua sottospecie ceccardiana: le elezioni comunali 2020 sono un’occasione da non sprecare. Non solo per un cambio dell’amministrazione, ma anche per ricostruire una coalizione sociale e politica, unita da un progetto di buongoverno, ecologista, solidale.

Ogni mio concittadino sa che Cascina è comunità di più comunità e frazioni, dove l’assetto del territorio e le infrastrutture sono tema di necessaria messa in condivisione con Pisa e San Giuliano Terme. Un luogo dove quindi è possibile sviluppare un progetto di futuro che si agganci ai bisogni delle persone. Per poterlo fare insieme non servono le fughe in avanti o le candidature che parlano solo a pezzi solitari o isolati del nostro mondo, ma una capacità di rimessa in discussione, coraggiosa e pubblica. Confido che il Partito Democratico, soggetto di certo centrale, assieme al Movimento 5 Stelle, votato da tante cittadine e cittadini delusi dall’ipocrisia del passato e con un giusto stimolo persistente sulla trasparenza dell’amministrazione e sulla democrazia nei processi di decisione popolare, scelgano di fare un passo avanti: per il bene di tutte e tutti, per non ripetere gli errori del passato.

La battaglia per una Cascina solidale e progressista riguarda tutte e tutti noi: è qui possibile cogliere dalle migliori esperienze amministrative circostanti – penso a San Giuliano Terme, Calci, Vecchiano – i migliori spunti per una radicalità pragmatica, un riformismo quotidiano, un’alternativa governante che parta dai bisogni delle persone per dare dignità e diritti. Da Pisa, sono tra coloro che guarda con speranza a tale possibile percorso, esprimendo l’auspicio che la scelta del candidato unitario, una volta definito in tempi brevi un quadro minimo valoriale e programmatico comune, sia lasciata all’unico popolo che ha diritto di dare l’ultima parola, le uniche persone che possano orientare le azioni di una possibile coalizione: il popolo delle progressiste e dei progressisti, attraverso le primarie aperte. Noi non abbiamo paura. E voi? Il tempo è poco: si risponda con urgenza e serietà.