Parliamo di storia!

In questi giorni il ministro Marco Bussetti ha confermato che nell’esame di maturità 2019 non ci sarà la traccia di storia. La senatrice a vita Liliana Segre aveva fatto un accorato appello pubblico per indurre un ripensamento, ma il titolare dell’istruzione ha risposto dicendo che la disciplina “potrà essere proposta, in modo trasversale, non in una sola tipologia di prova, come accadeva prima, ma in più tracce”.

Un approccio del tutto sbagliato e che conferma, piuttosto, il disinteresse del ministero verso quella scienza che svolge la funzione, come scrisse E. J. Hobsbawm, di una “ricostruzione sempre incompleta e problematica di quello che non è più”, di offrire quella interpretazione del passato che pone le basi per le (inevitabilmente) diverse operazioni di costruzione individuale e collettiva della memoria.

Il prof. Andrea Giardina, direttore ad interim della Scuola Normale Superiore e presidente della Giunta Centrale per gli Studi Storici, in un’odierna intervista a Repubblica, espone un’opinione molto condivisibile: quella del ministero è un’operazione ideologica. Aggiungerei: si tratta di un’operazione politica che, senza smanie da complottismo, una certa area conduce da diversi anni, per svilire gli strumenti di formazione critica della coscienza dei cittadini e delle cittadine più giovani.

A sinistra, lo storico britannico Eric J. Hobsbawm

Qui l’intervista al prof. Giardina: http://www.ow9.rassegnestampa.it/…/201…/2019022741432049.pdf

P.S.: proprio su questo tema, guardate questa breve ma interessante intervista della storica Marie-Anne Matard-Bonucci su France Culture, sull’antisemitismo.