Voci fuori dal coro.

Negli scorsi giorni il candidato a sindaco Antonio Veronese ha detto una grande verità: “liste civiche, centrodestra e perfino centrosinistra, sul versante sicurezza stiamo proponendo tutti le stesse cose”. Non posso che confermare pienamente questa frase, aggiungendo ad essi il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, che ha esordito in campagna elettorale con la proposta di estendere il DASPO a tutta la città. Armare la polizia municipale, camere di sicurezza, più telecamere: ecco le nuove larghe intese. Il candidato sindaco del centrosinistra non si è perso d’animo ed ha rilanciato il grande inseguimento a destra! Veronese aggiunge, da buon tuttofare ispirato al ghe pensi mi dell’antico primo berlusconismo, un ruolo di coordinamento da parte del sindaco, dimenticando il senso del comitato per l’ordine e la sicurezza (oltre che del senso della legislazione, ma va beh, robetta), e scrive nel suo programma che istituirà una Polizia Turistica.

C’è da diversi anni l’abitudine a sostituire alla carenza di risorse da parte dello Stato il ghe pensi mi di sindaci che sembrano più sceriffi che primi cittadini. Per carità, oh, lo capisco: finisci senza un soldo e col patto di stabilità e, da istituzione elettiva più vicina ai cittadini, ti senti direttamente interessato dalla richiesta di efficacia dell’azione penale. Anche quando non hai potere reale in materia.

Sinistra Italiana, con Simonetta Ghezzani sindaca, è una voce fuori dal coro. Proponiamo un’alternativa rispetto a chi ha governato finora la città. Un’alternativa a quelle forze politiche che, alla fine dei conti, dicono la stessa cosa.

Il nostro motto è “la città si cura“. Abbiamo scelto di prendere il problema davvero di petto, senza tergiversare – cosa che, invece, a sinistra si è fatto spesso. Lo abbiamo detto anche nelle risposte che Simonetta ha reso al SIULP pisano sulla questione.

Una Pisa solidale si cura quando la prima sicurezza è la tutela dell’esistenza dei cittadini contro l’abbandono e la solitudine.

Una Pisa solidale si cura quando gli agenti di pubblica sicurezza non sono lasciati soli, ma dispongono di una sala operativa unica cittadina unica, che tutt’ora manca.

Una Pisa solidale si cura quando un sindaco può sapere davvero il numero dei membri delle forze dell’ordine presenti in città: ad oggi, non si conosce questo dato.

Una Pisa solidale si cura quando un’amministrazione non solo chiede al Ministero dell’Interno più agenti, ma anziché armare la Municipale assume dipendenti pubblici che si occupino di manutenzione quotidiana dei quartieri.

Una Pisa solidale si cura quando la lotta al degrado la fanno gli attori socio-culturali, in ogni angolo della città, sia esso il centro o la periferia.

Una Pisa solidale si cura quando riprende una lotta senza quartiere allo spaccio e alla droga, non quando piazza telecamere sorvegliate da nessuno o lascia al buio perfino gli agenti di pubblica sicurezza.

Una Pisa solidale si cura quando attua un piano del commercio che rilancia i negozi di vicinato nei quartieri, consentendo al commercio di svolgere la sua parte come attivatore di vita sociale.

Noi vogliamo la sicurezza di una Pisa solidale. Tutte le altre liste vogliono la sicurezza di far rinchiudere i cittadini in casa, in solitudine e al buio totale.

SI, saremo voci fuori dal coro.