Breve biografia
Chi scrive questo diario personale?
Rilevante memo: la mia storia e le mie opinioni sono puramente personali. Le mie opinioni espresse in forma di articoli sia su questo spazio virtuale che sulle mie pagine pubbliche, in particolare, non impegnano in alcun modo le istituzioni per cui lavoro. Insomma, scordatevi di considerarle furbescamente come punti di vista dei miei datori di lavoro. Views my own only. Vabbuo’ ?

Esperienze professionali, formative e di ricerca
Attualmente Project Manager per il Social Dialogue Network presso Eurofound (Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro), lavoro a Bruxelles per monitorare, analizzare e riferire elementi sull’evoluzione delle politiche relative alle attività delle parti sociali europee inter-settoriali e settoriali. Gestisco inoltre rapporti di ricerca sugli esiti del dialogo sociale e sui progetti finanziati dall’UE, contribuendo a potenziare la rilevanza politica del dialogo sociale.
In precedenza, come policy and project officer presso la Commissione europea (Unità Dialogo Sociale – DG EMPL, 2022-2026), ho facilitato il dialogo sociale settoriale nei settori del Gas, Industrie Estrattive, Acciaio, HORECA e Aviazione Civile, lavorando su transizione giusta e il dialogo sociale e valutando progetti finanziati dall’UE in materia di relazioni industriali.
Prima ancora, ho ricoperto i ruoli di:
- Research and Policy Assistant e poi Project and Policy Officer presso l’Ufficio di Coordinamento delle Organizzazioni Studentesche Europee (OBESSU, 2021-2022);
- Tirocinante in Dialogo Sociale, Governance Economica UE e Politiche presso il Comitato Sindacale Europeo per l’Istruzione (ETUCE, 2022);
- Volontario come Research and Policy Advisor per il Global Student Forum (2021-2022).
Sono laureato in Storia e Civiltà (Università di Pisa, 110/110 cum laude) con un periodo Erasmus+ presso l’École Pratique des Hautes Études (Parigi) e diplomato al master di secondo livello in Istituzioni Parlamentari per Consulenti d’Assemblea (Sapienza Roma, 110/110 cum laude). Sono stato cultore della materia in Pensiero Politico e Storia delle Istituzioni Politiche presso l’Università di Pisa e titolare di una borsa di ricerca assegnata dal Centro Universitario Cattolico (2019-2022). La mia ricerca si è concentrata su storia politica e sociale del cattolicesimo europeo nel “Sessantotto Globale” e nei “lunghi anni Settanta”, pensiero e attivismo politico dei cattolici francesi e italiani, organizzazioni sociali e sindacali di ispirazione cattolica.
Questa attività è stata sviluppata in particolare nell’ambito del Perfezionamento in Storia Moderna e Contemporanea presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, in cotutela con Sciences Po Paris. A causa di spiacevoli circostanze personali condite da burnout(s) non sono riuscito a concludere il percorso con il titolo e la dissertazione. Mi sono buttato in acqua e non ne sono emerso: ne porto la cicatrice per tutta la vita, me ne vergogno e mi spiace per le persone che mi hanno accompagnato professionalmente. Tuttavia, specie in questa sede pubblica, preferisco offrire una panoramica sincera della mia vita professionale, con successi e fallimenti.
La vita ha poi preso altre strade, in modo inaspettato, come si vede da questa bio. A livello formativo, da febbraio 2025 sono iscritto al corso di laurea in Scienze Giuridiche (LLB) presso Unitelma Sapienza – Università di Roma.
Percorso politico e di attivismo
Ho maturato una lunga esperienza nella rappresentanza studentesca (2007-2014), con un ruolo di rilievo come membro del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (DSU Toscana, 2009-2012) a nome del sindacato e movimento studentesco Sinistra Per…: una delle migliori palestre di politica e attivismo che potessi mai immaginare di frequentare nella vita e del cui metodo sono profondamente debitore.
Successivamente, sono stato attivista e organizzatore politico (2014-2019), affiancando sempre volontariato e attivismo sociale. Per quanto riguarda l’attivismo culturale, dal 2018 sono co-presidente del gruppo informale “Rosa Bianca Pisa“, un piccolo collettivo di formazione culturale e civile ispirato ai valori della Weisse Rose a tedesca antinazista, radicato nel personalismo, nella democrazia e nella partecipazione.
Come organizzatore locale, al termine della mia esperienza universitaria come rappresentante studentesco, nel 2015 sono stato eletto segretario comunale di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) a Pisa. Quando SEL ha dato vita a Sinistra Italiana, ne sono diventato segretario provinciale (sempre a Pisa) nel 2017. Con questa forza politica, mi sono candidato senza successo alle elezioni comunali a Pisa. Mi sono dimesso volontariamente dalla carica a fine 2019, per poi lasciare definitivamente la militanza politica nel 2020. Da luglio 2026 sono iscritto al Movimento 5 Stelle – Gruppo Territoriale Estero.
In cosa credo?
Da quando ho diciotto anni affianco all’impegno di studio o professionale (spesso precario, storia nota..) un percorso di partecipazione politica, associativa e culturale fondato sui valori della solidarietà, della giustizia sociale e della democrazia partecipativa. La mia esperienza nelle istituzioni europee, nel mondo della formazione e della ricerca, nelle politiche al servizio di relazioni industriali giuste mi ha convinto che il progresso abbia senso solo se è capace di migliorare concretamente la vita delle persone e di non lasciare indietro nessuno. Questo blog non nasce come un presuntuoso fiore nel deserto, insomma: emerge dalla sovrapposizione e rielaborazione delle mie idee, che avevo precedentemente proposto anche in altri spazi digitali pubblici – per trasparenza, quindi, ecco il mio piccolo blog coltivato tra 2013 e 2018. Come noterete, la sostanza dei contenuti su cui riflesso resta identica. Per quale ragione lo sottolineo? Nel 1983, durante una puntata di Mixer con Gianni Minoli, Enrico Berlinguer spiazza tutti con una risposta apparentemente semplice ma rimasta impressa nell’immaginario collettivo. Alla domanda su quale fosse la qualità a cui è più affezionato, il segretario comunista risponde: “Quella di essere rimasto fedele agli ideali della mia gioventù”. Forse è presto per parlare di essere fedeli su uno spettro temporale tanto ampio, ma questo è il piano su cui provo a pormi.
Cosa penso del mondo, insomma?
Mi riconosco da sempre in un progressismo che mette al centro i beni comuni, la difesa e la valorizzazione di tutto ciò che appartiene alla collettività: dall’ambiente alla conoscenza, dai servizi pubblici alla partecipazione democratica. Credo che una società più giusta si costruisca investendo nell’istruzione di qualità, nella cultura e nella ricerca, garantendo il pieno diritto allo studio e rendendo l’accesso al sapere una reale opportunità per tutte e tutti. La mia esperienza nel movimento studentesco e nelle organizzazioni europee ha rafforzato questa convinzione.
Sono convinto che il lavoro di qualità rappresenti una delle principali condizioni di libertà e dignità della persona umana. Per questo ho dedicato gran parte della mia attività professionale alle politiche sociali europee, al dialogo tra le parti sociali e alla promozione di condizioni di lavoro più eque, sicure e inclusive. Sono perfettamente consapevole che la voce del funzionario e quella dell’attivista debbano essere sempre e saggiamente distinte, come provo a fare ogni giorno. Ma le competenze dell’uno nutrono le idee dell’altro – e questo, spero, costituisce un valore aggiunto.
Ritengo imprescindibile affrontare con coraggio la sfida della transizione ecologica ed energetica, coniugando sostenibilità ambientale e giustizia sociale. La lotta al cambiamento climatico deve procedere insieme alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, dei territori e delle fasce più vulnerabili della popolazione, affinché la trasformazione verde sia davvero una trasformazione giusta.
Infine, considero fondamentale governare la digitalizzazione e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale mettendo al centro le persone. Le nuove tecnologie possono rappresentare uno straordinario strumento di emancipazione, innovazione e democratizzazione delle opportunità, ma soltanto se accompagnate da investimenti in competenze, inclusione digitale e protezione dei diritti. L’innovazione deve essere al servizio della collettività e non aumentare le disuguaglianze esistenti.
Con questo spirito continuo a impegnarmi per un’Europa di pace e dei diritti civili e sociali, individuali e collettivi, più democratica, includente per i generi e gli orientamenti sessuali, solidale e sostenibile, capace di coniugare sviluppo, diritti delle/dei singole/i e dei corpi sociali, risoluzione pacifica delle controversie e delle guerre, partecipazione, nella convinzione che il cambiamento sia possibile soltanto attraverso il coinvolgimento attivo delle cittadine e dei cittadini.
